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Regeneration

Uomo in cima ad una montagna guarda la valle

Come scalare un modello di business rigenerativo.

Sento l'aria appiccicosa che si attacca sulla mia pelle. Il sole è lontano all'orizzonte e nel cielo si intravedono le prime stelle che con la loro flebile lucina illuminano le aree più scure della volta celeste. Mi guardo intorno in cerca di un riparo sicuro. Qui di notte le temperature iniziano a calare e ho ancora un'oretta prima di ritrovarmi nell'oscurità della foresta. Mi abbasso per prendere un bastone da terra, quando intravedo un piccolo animale. É una specie di insetto molto rara che riesce a sopravvivere solamente in piccoli spazi e pertugi. Lentamente alzo lo sguardo per non spaventarlo ma immediatamente una forte emozione mi pervade. La stessa di quando ero bambino e andavo in campagna dai cugini a giocare. Vedo lungo l'argine del fiume vicino, centinaia forse migliaia di piccoli girini andare in tutte le direzioni. É incredibile. È impensabile la quantità di varietà genetica e di strategie che la natura ha messo in atto per sopravvivere ai cambiamenti. Eppure i nostri modelli di città, di scuola e di business che sono stati progettati finora sono esattamente il contrario. Ma allora mi domando come si fa a scalare un modello di business rigenerativo? Come si fa a far crescere un ecosistema aziendale che generi un vero impatto positivo per le comunità e il nostro pianeta? Quale un modello che possiamo prendere come riferimento per fare davvero la differenza?

Sei pronto a perdere la bussola nel buio della foresta? Allora si parte!


Come scalare un modello di business rigenerativo: la diversità di crescita.

Stefania ha in mente una idea e vuole realizzarla.

Così inizia a progettarla e dopo qualche tempo apre la sua prima partita iva.

Piano piano il suo ecosistema cresce.

Inizia a crescere perché lei vuole fare in modo che il suo impatto sia conosciuto da quante più persone possibili.

Ma Stefania non sa una cosa.

Che non è detto che questo sia il flusso di crescita di una azienda che vuole essere rigenerativa.

Anzi.

Ognuno all'interno di un ecosistema ha la sua storia da raccontare e ci sono piccole aziende o freelance che hanno un impatto positivo molto maggiore rispetto ad aziende molto grandi di loro.

Non dobbiamo mai scordarci che noi esseri umani e di conseguenza le aziende sono parte di una strategia grandissima della natura: la biodiversità.

Per questo i modelli di business rigenerativi prendono molte, moltissime forme.

A volte sono start-up sociali che usano processi naturali per creare valore per più specie che solo per le persone.

Alcuni rimangono piccoli ma hanno un grande impatto condividendo le loro storie e sistemi di design sistemico.

Altre ancora crescono fino a diventare grandi e influenti aziende che creano un mondo migliore nel processo di fare affari.

Qualunque forma prendano le imprese rigenerative sono, come le chiama Desiree Driesenaar, dei Game-Changer.

Cioè delle aziende che fanno la differenza cambiando le regole del gioco, rompendo con il passato e distruggendo i pregiudizi che limitano il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Ma ora vediamo insieme quali sono le caratteristiche principali che un business deve avere per fare davvero la differenza:

  • Innovare costantemente. L'innovazione è la chiave del successo perché è evoluzione. Grazie all'innovazione possiamo risolvere i problemi in modo migliore rispetto al passato e tutto il processo per raggiungere tale scopo è ricco di fallimenti. E senza i fallimenti non è possibile migliorarci e quindi evolverci.
  • Avere le strategie della natura come bussola. Come già ho ampiamente spiegato in tanti miei contenuti, all'interno della natura già sono presenti tutte le strategie che hanno la possibilità di durare nel tempo. Grazie a migliaia o forse milioni di anni di evoluzione ed affinamento. Oggi grazie alla biomimetica possiamo studiare la natura e prendere ispirazione per creare modelli di business davvero efficaci.
  • Avere una vision e quindi un obiettivo lontano nel tempo. Questo ci permette di focalizzarci e creare un impatto positivo per decine e decine di anni. L'errore attuale della politica e delle imprese è quella di pensare sempre al rattoppare i buchi del presente, cercando il massimo profitto senza pensare però alle conseguenze future. Il business rigenerativo ha bisogno invece di visione per avere successo nel lungo periodo e portare un reale beneficio a tutto il sistema. Soprattuto perché i cambiamenti più grandi richiedono spesso strade più difficili e lente da poter percorrere. Perciò mai scendere a compromessi con un guadagno facile e di breve durata.
  •  Agire con una mentalità di abbondanza invece che di scarsità. Questo ci permette non solo di abbozzare i contraccolpi dei vari cambiamenti che dovremo affrontare, a volte difficili, ma anche di creare diversi benefici per tutto l'ambiente e le comunità. Perché solo pensando una azienda come un ecosistema abbondante di relazioni e benefici si potrà davvero fare la differenza.
  • Usare i profitti della nostra azienda già esistente per effettuare la transizione "rigenerativa". Questo ci permetterà di essere resilienti e sopravvivere a questo talvolta difficile cambiamento. 

Ma la vera domanda è: cosa accomuna tutte queste aziende indipendentemente dalla loro grandezza?

Non so se hai mai conosciuto famiglie "antiche" di contadini ma loro nella loro povertà avevano in cuor loro il segreto di questa domanda.

Pensa allo sfruttamento delle api o dei maiali o di tanti altri animali o materie prime che ruotavano all'interno di un podere agricolo.

Delle api praticamente si utilizza ogni cosa loro producano o raccolgano: polline, miele, propoli, cera, pappa reale e addirittura in molti popoli anche la covata stessa.

Non si buttava neanche il grasso del maiale con il quale si faceva lo strutto come conservante o per farci il sapone.

Perciò la cosa che più di tutte accomuna questi modelli di business è che non si butta via nulla. Si cerca di utilizzare le risorse che si hanno ottimizzando ogni singola energia che spendiamo per la crescita del nostro ecosistema aziendale.

Cioè queste aziende sfruttano massimo tutto quello che hanno.

Come scalare un modello di business rigenerativo: si cresce o non si cresce?

Molte delle persone che vivono in modo più ecosostenibile sono convinte che le grandi aziende siano un male assoluto.

Quando invece il problema non è tanto la grandezza ma il come e cosa abbiano fatto di negativo in tutti questi anni.

Invece sia una piccola che grande azienda ha la possibilità di generare una flusso di energia davvero pazzesco.

Come ho già detto in precedenza ci sono aziende grandissime che hanno la possibilità di portare il loro beneficio attraverso i loro prodotti e valori a migliaia di persone.

Poi invece ci sono aziende che non vogliono crescere in modo quantitativo ma cercano uno sviluppo più qualitativo.

Cercano di aumentare il valore che possono dare senza crescere troppo quantitativamente.

Cosa è giusto o sbagliato?

Non esiste nella complessità questa domanda.

Invece ne esiste una più in grado di rappresentarla.

Cosa è più o meno efficace nel lungo periodo?

Ma la risposta ovviamente può averla solo il tempo.

Perché in natura come ben sai ciò che non serve più si estingue, e quindi solo se saremo stati lungimiranti ed innovativi allora avremo buone chance di sopravvivere.

 

Come scalare un modello di business rigenerativo: la co-evoluzione.

Un altro fattore preso poco in considerazione dai modelli di business precedenti a quello rigenerativo, è la quello della co-evoluzione e collaborazione.

Ci sono esseri viventi, perlopiù vegetali o tra vegetali e animali, che hanno instaurato in centinaia di anni di evoluzione, delle vere e proprie collaborazioni evolutive.

Basta pensare le nostre amate api e i fiori, oppure il colibrì e alcuni tipi di piante. 

La co-evoluzione spesso in natura quindi funziona tra specie differenti ma con uno scopo comune.

Questo perché non entrano in competizione perché non necessitano delle stesse risorse.

Oppure nascono delle vere e proprie collaborazioni e networking tra le piante.

Questo gli permette di raggiungere gli obiettivi in modo più efficace e duraturo possibile.

Come un team competente e affiatato che lavora costantemente per raggiungere un obiettivo comune.

Addirittura la co-evoluzione, come ci descrive bene wikipedia, può essere utilizzata in un'accezione analoga anche quando si parla di evoluzione di aspetti culturali in stretta relazione interdipendente con l'evoluzione biologica. Ad esempio dal momento in cui i primi ominidi hanno iniziato a padroneggiare l'uso del fuoco per cuocere il cibo (evoluzione culturale) la struttura ossea si è co-evoluta con una riduzione delle dimensioni e dell'inclinazione della mascella (aspetto biologico); di pari passo la cassa cranica ha avuto modo di evolversi verso una maggiore ampiezza, con conseguente ampliamento delle capacità cerebrali e culturali.

Ma quanto abbiamo ancora da apprendere dalla natura per creare i nostri business? 

Come scalare un modello di business rigenerativo: si cresce ma in modo differente.

Un modello di mercato di business rigenerativi perciò rispetta la biodiversità dei singoli imprenditori e le loro caratteristiche caratteriali e competenze.

Ma alcuni imprenditori hanno in mente un quadro più grande.

Trovano più facile di me gestire denaro e rischi più grandi nella speranza di creare un impatto maggiore.

Questo va bene.

Ognuno è diverso e sono convinto che tutti abbiano il loro ruolo da svolgere.

Quindi come possiamo scalare un modello di business rigenerativo?

Non possiamo farlo nel modo normale, nel modo lineare, perché un'intera rete di stakeholder sarà coinvolta nel nostro business.

Quindi come facciamo a scalare?

Non credo esista un unico modo ma posso raccontarti quello che ho utilizzato io con le mie aziende.

Mi sono immaginato nella mia mente come avrei voluto vedere la mia azienda tra 100 anni e ho iniziato a progettarla su carta.

Ho iniziato a creare tuti gli asset e i settori collegandoli tra di loro.

Facendo in modo che tutto potesse funzionare in modo autonomo.

Ma analizzando a posteriori il progetto escono fuori del domande a cui ho risposto, dentro la mia testa, quando ho progettato tutta la struttura.

 

E posso riassumerle grossomodo così:

  • Quali sono i benefici per l'impresa e per tutte le specie inclusi gli umani che si relazioneranno con la mia azienda?
  • Quali sono le possibili conseguenze negative se la mia azienda dovesse crescere nel tempo?
  • Qual è la dimensione ottimale della mia azienda?
  • Come ci assicuriamo che la sinergia in tutte le nostre attività crei davvero l'effetto moltiplicatore nell'azienda e faccia funzionare il modello di business come desiderato?
  • In che modo le nostre relazioni con i clienti e i fornitori contribuiscono al rendimento reciproco? Come posso creare obiettivi comuni?
  • Inoltre alla fine di questa progettazione ho inserito anche le fette di denaro che avrei voluto che andassero in ogni settore. Ovviamente oltre ad essere solo una previsione, ma l'azienda era già esistente e funzionante perciò ho dovuto progettare anche tutto il cambiamento dei vari asset per spostarsi sui nuovi obiettivi.

Allora avevo solo 20 anni e poca consapevolezza e competenze rispetto ad ora ma comunque devo dire che di quel progetto oggi non cambierei quasi nulla.

Non solo.

Il progetto è diventato sempre più reale e concreto, portando molti più benefici di quelli che avevo preventivato.

Ma alla fine è sempre così.

La natura non smette mai di sorprenderci.

Come scalare un modello di business rigenerativo: la morte aziendale.

Una caratteristica importante di ogni ecosistema aziendale, come ho più volte ripetuto, è che l'imprenditore è colui che accende le prime scintille della vita.

Ma nel proseguimento della crescita dell'ecosistema lui deve fare in modo di rendersi non indispensabile per l'azienda stessa.

E soprattutto saper accettare la morte di alcuni rami di azienda senza troppa paura.

Questo sarà possibile solo se riusciremo, come detto in precedenza, ad essere liberi ed autonomi rispetto alla nostra azienda.

Da 'Crescita qualitativa', un saggio scritto da Fritjof Capra e Hazel Henderson, viene questo estratto:

"Un organismo in via di sviluppo, o ecosistema, cresce secondo il suo stadio di sviluppo. Tipicamente, un giovane organismo passa attraverso periodi di rapida crescita fisica. Negli ecosistemi, questa prima fase di rapida crescita è nota come ecosistema pioniere, caratterizzata da una rapida espansione e colonizzazione del territorio. La rapida crescita è sempre seguita da una crescita più lenta, dalla maturazione e infine dal declino e dalla decadenza o, negli ecosistemi, dalla cosiddetta successione. Quando i sistemi viventi maturano, i loro processi di crescita passano da una crescita quantitativa a una qualitativa".

Quindi un ecosistema aziendale proprio come un altro essere vivente nasce, cresce, si evolve e muore.

Ovviamente ogni specie con il suo ritmo o strategia.

Ricordati sempre che nel mondo ogni cosa che non serve più si estingue.

Questo funziona con tutto compreso i nostri pensieri, prodotti o servizi.

Quindi quando un dato problema viene risolto con un nostro o altro prodotto dei competitor di conseguenza sparisce l'efficacia anche del prodotto stesso.

Non ha più senso di esistere.

Ed è per questo che un sistema aziendale complesso è molto più resiliente di una azienda con un solo asset.

Pensate alla sigaretta elettronica.

Ci sono negozi che vendono solo quel prodotto per tutta la loro vita.

E ora chiedetevi.

E se le persone non avessero più desiderio di fumare o se venisse inventato un prodotto ancora più innovativo cosa accadrebbe?

Che quei negozi chiuderebbero domani.

Perché non hanno la resilienza di un ecosistema iper-relazionale e connesso.

Oppure a volte accade, molto spesso a dir la verità, che soprattutto grandi aziende si trovano sul baratro dall'oggi al domani, per non aver innovato e semplificato senza banalizzare, ad ogni salto di crescita.

Ad ogni salto di complessità.

Conosco aziende grandissime che sono a rischio perché hanno creato nel tempo dei sistemi super rigidi dove oltre ad non esserci spazio per la creatività, non c'è neanche spazio per il dinamismo.

Non c'è spazio per poter prendere in modo autonomo delle scelte in base alla situazione.

Pensate a colossi come Blockbuster che è stato distrutto nel giro di pochissimi anni da servizi come quello di Netflix.

Pensate ora alla mia figura di consulente per la sostenibilità e rigenerazione dei business.

Quando vivremo in armonia con il pianeta e le comunità che ci vivono allora il mio lavoro non servirà più.

E io sarò felice che questo processo allora possa accadere.

 

Tante foglie con gocce d'acqua sopra

Modelli di business: da lineare a circolare a rigenerativo.

Sono alcuni anni che i modelli di sviluppo sostenibile stanno fallendo su tutti i fronti. Questo anche perché purtroppo la velocità di degenerazione ambientale sta viaggiando a ritmi sempre più serrati e veloci. L'agenda 2030 delle Nazioni Unite con i suoi OSS [Obiettivi di sviluppo sostenibile - Sustainable Development Goals, SDG] difficilmente diventeranno realtà perché non sono più in grado di avverarsi nei tempi prescritti. Entro il 2050 la nostra esistenza sarà messa davvero a rischio a causa soprattutto dei cambiamenti climatici che oltre ad aver già compromesso gran parte dei raccolti annuali di prodotti primari, sta distruggendo gran parte degli ecosistemi viventi e gli spostamenti migratori saranno sempre più grandi ed incontrollati. Va bene forse ho esagerato come incipit di un articolo ma sono pronto a darti l'energia necessaria per intraprendere un cammino diverso.

Sei pronto ad essere al centro del cambiamento?! Allora si inizia!


Modelli di business: sta accadendo tutto ora.

Forse in Italia viviamo sempre in una realtà un pò ovattata dove tutto appare un pò distante e ancora lontano dal realizzarsi.

Ma sta accadendo tutto ora.

É come se ci fossimo svegliati al centro di una battaglia grandiosa ed epica ma ancora vestiti con il pigiama.

Ma per fortuna il mondo sta cambiando e lo sta facendo a ritmi davvero serrati.

Se io stesso vi sto parlando di queste cose è perché nel mondo c'è un gran fermento in questa direzione.

Ma ora voglio farti vedere una cosa.

Guarda bene le parole Economia ed Ecologia.

Cosa noti di particolare?

Dai non scoraggiarti subito!

Hanno la stessa radice.

La parola Eco deriva dal greco antico Oikos che ha il significato di casa, ambiente.

Entrambe hanno come punto di forza l'ottimizzazione e lo studio dell'ambiente, del territorio in cui si relazionano.

E sai chi è il protagonista di questa storia?

Non guardarti intorno! Sei proprio tu con la tua passione e competenze che puoi cambiare le carte in tavola e giocare la partita fino all'ultima mano.

Modelli di business: il sistema lineare.

Devo dire che tra tutti i modelli è quello che ha meno bisogno di presentazioni.

É quello con il quale è stata causata questa crisi economica, sociale ed ambientale.

É composto da pochi e step consequenziali:

  1. Prendiamo le risorse - spesso in modo incontrollato ed inquinante.
  2. Produciamo un prodotto - creando rifiuti, pressione sulle persone, inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo, ecc.
  3. Lo immettiamo nel mercato - creando rifiuti, forti disparità tra paesi in via di sviluppo e "ricchi", ecc.
  4. Lo buttiamo - distruggendo gli ecosistemi e i territori dove vengono smaltiti i rifiuti, talvolta e troppo spesso presenti nei paesi in via di sviluppo.

È ovvio che questo modello, malgrado sia ancora molto utilizzato, è totalmente fallimentare.

Non sei d'accordo?

Per questo passiamo ora al modello che molte persone stanno prendendo seriamente in considerazione.

Modelli di business: il sistema circolare.

In questo tipo di modello i prodotti non hanno un inizio o una fine in un tempo preciso ma vengono riutilizzati, reciclati o rimmessi nel mercato.

É possibile osservare questo modello dall'infografica sviluppata dalla Fondazione Ellen MacArthur: il cosidetto "modello a farfalla".

A destra possiamo vedere il ciclo tecnico dei materiali e a sinistra il ciclo biologico.

Quello che prevede sostanzialmente l'economia circolare è quello di ottimizzare al massimo il flusso e l'utilizzo dei materiali in entrambe i cicli.

Come è spiegato in modo chiaro nel ciclo tecnico, l'intero processo è atto a prolungare il più possibile la vita dei materiali.

Tutto questo grazie al riuso e alla manutenzione e solo in ultimo luogo avviene il riciclo.

Ma siamo sicuri che tutto questo basti a salvarci dal disastro ambientale che le vecchie generazioni hanno causato?

Modelli di business: il sistema rigenerativo.

Come avrai intuito per come la penso io la risposta è no.

Ovviamente attuare una politica di business circolare ci permetterebbe di avere dei risultati grandiosi ma non completi.

Mi spiego meglio.

Se vogliamo davvero fare la differenza in questa battaglia, dobbiamo restituire alla natura ciò che lei ci regala ogni giorno della nostra vita: energia e risorse.

E un ecosistema non funziona solo e soltanto per essere sfruttato da noi esseri umani, ma è un sistema vivente dove noi siamo una piccolissima parte del tutto.

Per questo una azienda deve prima di tutto fare una presa di coscienza.

La presa di coscienza che qualsiasi cosa produciamo, questo processo arrecherà dei danni all'ambiente circostante.

E che il nostro scopo come imprenditori non è solo quello di farne meno, ma di creare un flusso che porti valore positivo a tutto il processo, alle persone e al pianeta stesso.

Come dice una importante esperta del settore agricoltura rigenerativa [Desiree Driesenaar]

"Perché non creare un modello di business in cui un tappeto è circolare nel suo uso dei materiali e crea un clima interno sano perché purifica l'aria? Perché non creare un modello di business in cui i tessuti non inquinano i fiumi con le loro microfibre sintetiche quando vengono lavati?

Perché invece il tessuto non sarà biodegradabile, fatto di fibre che crescono abbondantemente senza fertilizzanti sintetici e quindi aiutano a ripristinare un terreno sano? O contribuire alla salute delle acque se si utilizza un ecosistema biodiverso di alghe come risorsa?"

Tutto questo oggi è possibile e per farlo bisogna osservare la natura, prendere ispirazione e creare innovazione.

Se vuoi approfondire un modello rigenerativo integrato nell'economia circolare ecco qui il link: il Crandle to Crandle.

Modelli di business: in che modo integrare modelli ecosistemi nel nostro business?

Come spesso mi sentite dire nei miei contenuti, uno dei problemi più grandi che dobbiamo affrontare è dentro di noi.

E te pareva?!

Eh già.

Molti dei problemi nascono per questa separazione tra noi umani e il concetto di natura.

Perché spesso ci dimentichiamo che noi stessi siamo natura.

E quindi anche quando andiamo a creare un ecosistema aziendale non ci dobbiamo scordarci una cosa fondamentale.  

Sai quale?

Che non dobbiamo fondamentalmente inventarci chissà cosa.

Non dobbiamo aggiungere strategie, manipolare o cercare di fare meglio di ciò che l'evoluzione ci ha già portato a fare.

La natura sta innovando da più di 4,5 miliardi di anni e con un'ingegnosità incomparabile.

Quindi è il momento di prendere in considerazione chi siamo davvero, dove ci troviamo e abbracciare tutti gli aspetti nei nostri modelli di business.

Pensa al ciclo vitale di un animale o di una pianta.

Tutto prima o poi ritorna alla terra, nell'aria e nell'acqua per nutrire successivamente tutto il processo.

In un ciclo infinito e super resiliente.

Un sistema che grazie all'abbondanza e alla biodiversità riesce con grande possibilità e dinamismo a sopravvivere ai cambiamenti.

Ecco qui una infografica dove sono rappresentati i cosidetti Servizi Ecosistemici, cioè "i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano".

Possiamo utilizzare questo schema per inserire questi benefici all'interno dei nostri modelli di business.

Non solo come input di cui l'azienda potra beneficiare ma anche come output per restituire il valore a tutti quanti!

Noi stessi con l'azienda Bioapi [la prima in Italia ad aver aderito al bio nel settore apistico], abbiamo integrato gran parte di questi modelli anche se con molta difficoltà soprattutto per le caratteristiche fisiche e biologiche delle api.

 

 

il primo step di crescita che ho utilizzato quando ho preso in mano l'azienda [che già esisteva da oltre 20 anni] è stato quello di focalizzarsi su una identità precisa e così posizionarsi precisamente nel mercato.

Nel frattempo con il team abbiamo ottimizzato il lavoro su quella identità puntando con sempre maggior forza verso un approccio quanto più "naturale" ed ecosistemico possibile.

In tutto questo abbiamo creato un centro di formazione di apicoltura biologica, rigenerativa e sostenibile grazie alla quale è stato possibile formare persone con un metodo e filosofia lavorativa più etico ed in linea con le strategie delle natura.

Grazie a questo Campus ho potuto fondare il primo evento, il Bee Friends Day, di formazione e divulgazione di una apicoltura più sostenibile [il primo in Italia e nel mondo].

Così grazie a tutti questi asset abbiamo potuto creare una cominità di persone che ruota intorno un unico grande obiettivo: fare in modo che le api possano sopravvivere a questa crisi ambientale gigantesca.

Dimenticavo ma abbiamo creato al il primo centro di studio e tutela dell'ape selvatica il Resilient Bee.

Quindi per ricapitolare, oltre ad aver creato un business remunerativo con una comunità di persone interconnessa con il nostro brand, abbiamo creato un allevamento quanto più selvatico al fine di mantenere elevata la quantità di biodiversità presente nel territorio.

Questo permette così all'azienda di contribuire in modo maggiore sia al servizio di impollinazione che le api fanno spontaneamente ma anche a mantenere la specie utilizzata quanto più rustica possibile.

E il valore che questo porta è molto maggiore rispetto a questo.

Perché in un ambiente sano ed equilibrato dove le api fanno bene il loro lavoro, ci sarà maggior possibilità di produrre sostanza organica per il suolo, fare in modo che le acque siano buone e non inquinate, ecc.

Se ti va di approfondire puoi andare nel sito dedicato: www.apisnaturae.com

Modelli di business: il problema iniziale dell'abbondanza.

Ok Lorenzo tutto bello, ma quali sono i problemi più grandi da affrontare soprattutto in una fase iniziale?

Hai ragione! Domanda molto interessante!

Il problema più grande è secondo me la consapevolezza.

Perché a livello di strumenti al giorno d'oggi abbiamo tutte le potenzialità per poter fare bene ed in modo efficace.

Quello che manca è spostare dei paradigmi mentali che ancora purtroppo oggi appartengono alla nostra mentalità: bisogna spostare il nostro pensiero dalla scarsità all'abbondanza, dalla competizione alla cooperazione, dalla manipolazione alla resilienza.

I casi di business rigenerativi a volte hanno bisogno di maggiori investimenti iniziali che saranno compensati dall'abbondanza solo in seguito, quando l'effetto di questa sinergia si farà sentire.

Quindi mi chiederai, come si fa a colmare il divario? 

Bisogna fin da subito puntare ad una comunicazione chiara, che ha come obiettivo quello di mostrare i benefici che ognuno di noi avrà contribuendo ad acquistare un prodotto e/o far parte della nostra comunità.

Nel nostro sistema attuale molti danni dei modelli di business sono stati gettati oltre il muro della società.

Ma ci sarà sempre e comunque qualcuno che pagherà i danni.

Pensate al caporalato del sud Italia [senza andare lontano], o l'inquinamento che causa un allevamento intensivo convenzionale.

Oppure degli operai sottopagati e malnutriti del bangladesh per produrre le nostre t-shirt.

In realtà quella tshirt non la stai pagando 5/10€ ma molto di più, perchè grazie al suo acquisto hai contribuito in modo indiretto alla distruzione di ecosistemi importanti per la nostra sopravvivenza e quella di altre miliardi di specie viventi.

Quindi bisogna fin da subito puntare la comunicazione in modo forte e deciso verso uno stile di vita e lavoro veramente rigenerativo.

Non come fanno tanti magazine o aziende pseudosostenibili che si sentono "green" solo perché finanziano l'apicoltura biologica [senza informarsi inoltre di quanti danni abbiano davvero fatto tanti apicoltori, anche se biologici].

Modelli di business: conclusione.

Quello che ho voluto mostrarti è che fare business in modo davvero positivo per tutti si può.

Bisogna solo avere una visione forte e la capacità di creare collegamento tra i tanti sistemi che si verranno a creare.

Io ho avuto la fortuna di crescere e nascere in una famiglia che aveva nei suoi valori e competenze interne tanto di tutto questo.

Per questo per me è sempre stato semplice ragionare con questo tipo di mentalità più ecosistemica ed olistica.

Per concludere voglio darti un suggerimento.

Lo stesso che è servito a me.

Lasciati trasportare dall'ignoto e dalla curiosità.

Mosso solo da una piccola bussola nel buio della tempesta: la tua vision.

Per questo abbiamo bisogno di imprenditori che facciano affari in modo diverso.

Abbiamo bisogno di educatori che mostrino ai nostri bambini e ragazzi di come ci si deve prendere cura di se stessi per ottimizzare le nostre risorse interne.

Che la sostenibilità non è una soluzione ma uno step evolutivo in cui noi siamo in grado di ottimizzare chi siamo.

Prenderci cura di noi stessi e dei nostri desideri.

Perché cavolo ce lo dimentichiamo sempre!

Ma noi siamo degli sistemi complessi adattivi allo stesso modo di un animale, un ecosistema o addirittura di un pianeta.

Abbiamo bisogno di persone che scrutino oltre il velo del possibile e creino ciò che prima non è mai stato fatto.

Non guardarti intorno, toccati il viso con la mano.

Stai appena toccando uno degli esseri più straordinari esistenti al mondo insieme ad altri miliardi.

E oggi puoi davvero cambiare le cose.

Dipende solo da te.

 

 

 

 

ragazzo scrive progetto su lavagna

Modelli di business rigenerativi: 10 step per le aziende esistenti.

Ti sei mai chiesto perché malgrado la crisi climatica e la distruzione degli ecosistemi, ancora tante aziende faticano a cambiare rotta verso un business model più sostenibile e rigenerativo? Questa domanda pesa su di me come un macigno e talvolta trovare una risposta a problemi complessi richiede una visione tutt'altro che lineare e semplicistica. Poiché sapete che amo poco i problemi ma molto di più la loro soluzione, ho deciso di scrivere una lista di step essenziali per diventare una azienda che restituisce molta più energia e risorse di quanta ne prenda da tutti noi e dal pianeta stesso.

Sei pronto ad entrare dentro un ecosistema vivente?! Allora si parte!


Modelli di business rigenerativi: partire da zero è meglio.

Come spesso dico agli imprenditori che seguo nella loro crescita aziendale, partire da zero è la miglior cosa.

Perché un ecosistema pian piano che cresce, cresce anche la sua complessità, e quindi le sue relazioni.

Perciò andare a modificare una azienda che ha già un livello di crescita molto alto è più difficile soprattutto per la sua inclinazione ad essere molto più rigida [soprattutto se non è stato fatto un ottimo lavoro di delega e ottimizzazione da parte dell'azienda].

Quindi se hai un progetto in testa o lo hai appena creato, sei in uno dei momenti migliori per mettere in moto tutte le strategie necessarie per trasformare il tuo ecosistema in un vero e proprio essere vivente che rigenera energie per tutti e il pianeta stesso.

Ma prima di entrare nel vivo della questione vorrei farti un elenco di quali sono gli elementi necessari, le caratteristiche che deve avere un business per essere chiamato davvero"rigenerativo".

Ecco qui alcuni punti fondamentali:

  • La reciprocità è il nostro vero modello di business. Se abbiamo bisogno di risorse ed energie da prendere dalla natura, dobbiamo anche restituirle. Una relazione è un rapporto in cui c'è uno scambio, altrimenti sarebbe solo un triste e solo monologo.
  • Facciamo in modo che le materie prime utilizzate nel nostro flusso di lavoro siano locali, abbondanti e prodotte secondo dei metodi rigenerativi di rispetto della biodiversità.
  • Facciamo in modo che i materiali siano quanto possibile biodegradabili in qualsiasi situazione [nell'acqua e nel suolo].
  • Facciamo in modo che i processi di lavorazione siano basati su un'ottimizzazione delle energie e delle risorse. Senza l'utilizzo di materiali in alcun modo tossici per noi stessi e l'ecosistema.
  • Dobbiamo progettare il nostro modello di business sulla strategia principale della biodiversità: utilizzare maggiori canali di reddito e asset all'interno dell'azienda; diversificare i team di persone attraverso attitudini, carattere e competenze; creare ambienti di ispirazione che stimolino la creatività e le piene potenzialità di ogni individuo.
  • Prendiamo ispirazione dagli altri sistemi complessi presenti in natura per prendere ispirazione [ma non copiare!!] i modelli più funzionali al nostro ecosistema.

Modelli di business rigenerativi: la biomimesi e la Blue Economy.

Ma prima di entrare nel pragmatico voglio spiegarti cosa è la Blue Economy e perché la biomimetica è fondamentale per costruire un business davvero rigenerativo.

Innanzi tutto la prima domanda che sorge spontanea è: Blue o Green Economy?

In realtà la risposta è molto semplice.

La prima altro non è che una evoluzione della seconda.

Infatti mentre la Green Economy chiede alle aziende di investire tempo, energie e risorse per ridurre il proprio impatto ambientale, al contrario la Blue Economy ha l'obiettivo di azzerare tutte le emissioni nocive alla nostra salute e a quella di tutto il pianeta.

Ma in che modo è possibile farlo?

Grazie a quella che viene chiamata biomimesi o biomimetica.

Cioè lo studio ed imitazione dei processi fisici, biologici e biomeccanici presenti in natura e nei sistemi viventi per creare delle tecnologie ed innovazioni che contengono al loro interno già due prerequisiti fondamentali: efficienza e rigenerazione.

Se vuoi approfondire ti consiglio di leggere un libro straordinario dal titolo "La Natura Geniale" di Barbara Mazzolai - Longanesi Ed. 

E il link: Treccani Link

Quindi grazie a questi processi potremo essere in grado di creare innovazioni già presenti in natura ed utilizzarle in qualsiasi campo o settore esistente.

Non trovi che sia eccezionale?!

Modelli di business rigenerativi: cosa possiamo fare?

1. Partire dalle nostre passioni. Questo step è davvero essenziale e fondamentale per la riuscita di tutto il processo. Senza la passione non c'è curiosità e senza curiosità non c'è miglioramento e senza miglioramento non c'è innovazione.

Inoltre una persona che vive delle proprie passioni ispira anche gli altri a fare lo stesso della loro vita. E se è vera la frase: ciò che ti piace è anche ciò che sai fare meglio, allora stai generando nel tuo piccolo una delle più grandi rivoluzioni esistenti al mondo.

Se non stai lavorando con ciò che ami e ti piace sarà davvero molto dura effettuare una transizione efficace nel tempo.

 

2. Utilizzare dei sistemi di progettazioni che permettano di riottimizzare tutta l'azienda sul nuovo posizionamento.

Partendo dalla riprogettazione di obiettivi fondamentali come la vision e mission, stabilire il posizionamento all'interno dell'ecosistema in cui su relazionerà l'azienda, creare tutta la comunicazione dell'azienda [compreso quella visiva con logo, colori, font, ecc] che permetta di rimarcare in modo netto i tuoi elementi differenzianti andando ad abbattere i pregiudizi che le persone potrebbero avere entrando nel tuo ecosistema [hai capito che un logo non si sceglie semplicemente perché è una bella scritta o una bella immagine?!!]

 

3. Fare in modo che le persone che lavorino all'interno dell'ecosistema possano imparare in modo semplice ed autonomo le varie mansioni.

Fare in modo che prima di tutto credano nella visione aziendale e negli obiettivi che sono stati prefissati. Ma soprattutto che siano adeguatamente ricompensate [in qualsiasi modo che vada bene per entrambe le parti] per il lavoro che ogni giorno svolgono per la crescita del "nuovo" ecosistema.

 

4. Dobbiamo creare un settore di sperimentazione all'interno delle nostre aziende.

Se vogliamo cambiare la direzione della nostra azienda, tutti dovrebbero essere autorizzati a sperimentare.

Dovremmo creare un'atmosfera e un luogo in cui gli errori possono essere commessi, fatti propri e discussi, in modo che tutti possano essere ispirati e trovare modi per fare meglio la prossima volta.

 

5. Educare noi stessi alla rigenerazione.

Fare un percorso personale ricco di esperienze e crescita emotiva e professionale ci permette non solo di percepire la complessità ed accettarla ma di toccare proprio i punti chiave che permettono all'ecosistema di evolversi e crescere in modo non solo quantitativo ma anche qualitativo.

 

6. Educare le persone che lavorano all'interno dell'azienda, i nostri partner esterni e fornitori agli obiettivi che vogliamo seguire nel futuro.

E organizzare insieme a loro nel modo più efficiente possibile la transizione. Spesso diamo per scontato che tutti abbiano la stessa consapevolezza riguardo la sostenibilità. Per molte persone la sostenibilità si tratta di utilizzare pannelli solari e borracce per l'uso dell'acqua ma il concetto di rigenerazione è molto più complesso e difficile da comprendere se non ne hai esperienza.

Per questo dobbiamo creare sempre con maggior forza momenti di scambio di idee e condivisione. Solo in un ambiente veramente in "connessione" potremo effettuare la transizione con maggiore calma e chiarezza.

 

7. Avere come obiettivo primario: il massimo impatto con il minimo sforzo. Ed osservare costantemente i feedback per vedere se emergeranno effetti negativi e quindi in che modo sia possibile trovare nuove soluzioni.

Trovare la giusta sinergia nei progetti e mantenere le cose il più possibile flessibili ti permette di essere sempre pronto al cambiamento.

 

8. Concentrarsi soprattutto sulle opportunità e sulle soluzioni ma mai sui problemi.

Il nostro scopo è quello di creare valore. La nostra domanda fondamentale in qualsiasi processo dovrebbe essere: come posso aumentare il valore che posso dare e ricevere?

Non intendo ovviamente solo il denaro ma anche in salute, pulizia dell'acqua, rigenerazione del suolo, ecc. Non c'è bisogno di concentrarsi solo sui costi perché quando avrai creato abbastanza valore, potrai allora sostenere i costi senza spremere i tuoi dipendenti o i tuoi fornitori.

La condivisione è un aspetto importante delle imprese rigenerative. Concentrarsi sull'efficacia e meno sull'efficienza [sempre comunque importante].

 

9. Cerchiamo di differenziarci costantemente. Utilizziamo le stesse strategie di sopravvivenza della natura per creare dei circoli virtuosi super efficaci.

Che generino un vero impatto positivo.

Cerchiamo di posizionarci, di essere radicali, ponendoci costantemente domande strategiche per trovare soluzioni innovative e sempre differenti.

Perchè l'innovazione è il motore stesso della rigenerazione.

 

10. Divertiamoci il più possibile. Se costruendo, progettando e creando il tuo business non ti diverti forse stai sbagliando qualcosa.

Il business è relazione, crescita e rigenerazione. Tutte caratteristiche identitarie che appartengono all'essere umano, essendo lui stesso un sistema complesso adattivo.

Segui sempre i tuoi più profondi desideri, quello che il tuo istinto ti dice di fare.

Perché se lo avrai allenato bene spesso sarà il tuo più fidato consigliere. 

Modelli di business rigenerativi: conclusioni.

Pensa a tutto quello che ci siamo detti nei precedenti paragrafi.

Ora ti chiedo che impatto ha un business che riesce a portare avanti tutti i 10 punti sopra elencati?

Ovviamente non ci può essere una risposta precisa e non è possibile inserirla in un punteggio preciso.

Ma per un semplice motivo.

Sai quale? 

Che il risultato che uscirebbe fuori sarebbe molto maggiore della somma di tutti i punteggi presi in analisi.

Non credi sia possibile?

Pensa ad un ecosistema vivente quanta energia, ricchezza di biodiversità, abbondanza di risorse, quantità e qualità di relazioni ha al suo interno.

Praticamente infinita.

Si hai capito bene: infinita!

E pensa a come migliaia di questi micro ecosistema possano riuscire ad innescare un sistema autonomo vivente gigantesco.

in grado di creare un cambiamento che se assecondato e gestito con i giusti input, potrebbe avere dei risultati esponenziali che vedremo per decine e decine di anni.

Saremo in grado di riuscirci?

Questo ovviamente dipenderà solo da noi e da cosa decidiamo di fare oggi.

Senza procrastinare i nostri desideri.

 

una goccia di acqua nella sabbia

Oltre la sostenibilità: il business rigenerativo.

Durante la fine del primo lockdown del 2020 mi è successa una cosa terribile. Sai cosa? Dopo dieci anni il mio gatto, Miguelito, è stato investito da un'auto. É riuscito a tornare a casa zoppicando, mi sono preso cura di lui, ma purtroppo dopo due giorni è morto. Erano le 1.30 di notte e gli sono stato vicino fino all'ultimo respiro.

Il giorno dopo ho preso una vanga e l'ho seppellito nel mio giardino e ci ho piantato sopra una bella calendula. Lo so, quando succede non è per niente facile. Ma Miguelito ha iniziato a far parte di un processo straordinario ed è anche grazie a lui se ora tutti noi sopravviviamo. Dici che esagero? Te lo dimostro!

Preparati perché sarà un viaggio straordinario tra le strategie più antiche della natura.


Oltre la sostenibilità:  inizia tutto con la morte.

Ti ho voluto raccontare questa storia per un motivo preciso.

Per poter condividere con te una strategia straordinaria della natura.

Sto parlando della morte.

La morte è una delle strategie più potenti della natura, utilizzata talvolta per riequilibrare un sistema che sta degenerando nel caos.

Pensa un attimo all'Italia.

In questo momento nel nostro territorio c'è un fortissimo squilibrio tra anziani e giovani.

E malgrado tutto questo squilibrio, prima o poi verrà ripristinato l'equilibrio in due momenti differenti.

Sai quali?

Il primo durante la pensione [che però essendo stata portata sempre più avanti con l'età ha generato un ulteriore squilibrio].

E il secondo, più travolgente e doloroso per molte persone, è quello della morte.

Per questo la morte è strettamente collegata con la biodiversità.

Perché se accade che in una situazione viene a mancare in modo forte la varietà [biodiversità], la natura utilizza la morte come ultima arma per riequilibrare un sistema che corre verso l'autodistruzione.

Alla fine la stessa crisi climatica, la distruzione degli ecosistemi, i virus come il covid e tanti altri, non sono altro che figli proprio di questo squilibrio.

Figli che tentano di riequilibrare questo sistema.

Ok Lorenzo ma cosa accade poi?

Cosa accade agli esseri viventi dopo la morte?

Beh, se lo sapessi sarei in questo momento in cima ad una montagna con la barba lunghissima e potrei far levitare il mio corpo da terra con la sola forza del pensiero.

Ma poiché non possiedo questa risposta a livello spirituale, vorrei rispondere ad un’altra domanda.

Cosa accade al corpo di ogni essere vivente quando muore?

Inizia un processo a di poco straordinario.

Inizia pian piano a decomporsi e a nutrire miliardi di microrganismi che vivono nel suolo.

Questo processo sarà essenziale alle piante ed altri esseri viventi per prendere sostanze nutritive dal suolo e moltiplicarsi.

Ovviamente tutti noi sappiamo che in milioni di anni questo processo ha reso possibile la vita sulla terra.

Un processo che grazie alla fotosintesi clorofilliana, ha trasformato il nostro pianeta in un ecosistema vivente ed autonomo.

Pieno di relazioni e complessità.

Ok grazie Lorenzo per avermi raccontato tutto questo, ma cosa centra con la sostenibilità?

Centra tutto!

Ed è il motivo per cui la sostenibilità è fallimentare.

 

Oltre la sostenibilità:  l’impatto zero non esiste.

Molte persone, esperti della sostenibilità e probabilmente il 99% delle persone pensa che il prossimo step da seguire sia quello di generare un impatto zero.

Che la soluzione a tutti i nostri mali sia azzerare gli sprechi nelle aziende ma anche alla vita di ognuno di noi. 

Ma andiamo a vedere cosa significano davvero queste due piccole parole?

L’impatto zero sia ha quando il risultato degli input ed output di un sistema ha un valore molto simile e vicino allo zero.

Allora ti chiedo una cosa: dopo quello che ti ho detto nello scorso paragrafo, ti sembra che questo semplice processo evolutivo abbia generato un impatto uguale o prossimo allo zero?

Direi proprio di no.

Invece il valore e l’energia che torna all’ecosistema stesso è molto maggiore di quella che è stata utilizzata durante la nostra vita.

Ma non solo.

Se pensi che con la nostra morte contribuiamo a creare un ecosistema vivente autonomo non ha dello straordinario?

Questo significa solo una cosa.

Sai di cosa sto parlando?

Che se noi andiamo a sommare le singole parti di questo sistema complesso, il risultato sarà molto maggiore dei numeri che usciranno fuori per calcolarlo.

Perché in un sistema complesso il risultato è più della somma di tutte le sue parti prese singolarmente [teoria della gestalt].

Perciò ora veniamo a ciò che davvero mi appassiona.

Questa che sto per dirti è una domanda che per molto tempo ha solleticato le mie giornate.

E la risposta ha dell’incredibile!

É possibile allora creare un business che si comporta come un vero e proprio ecosistema, il cui risultato non è zero ma è positivo?

Cioè creare un business che possa rigenerare parte dei suoi output per il sostentamento di tutta la comunità e il pianeta?

E farlo anche come farebbe la natura, cioè con abbondanza?

 

Oltre la sostenibilità: la rigenerazione.

Se stiamo pensando che la risposta sia sostenibilità non stiamo andando secondo me nella direzione giusta.

A meno che non inseriamo nel paradigma un’altro concetto.

Sto parlando della rigenerazione.

In realtà in inglese esiste un modo specifico per indicare questo tipo di sostenibilità.

Sto parlando della “Regenerative Sustainability Business”.

Ma perché allora spesso sentiamo parlare tanto di sostenibilità ma solo a livello ambientale?

Secondo me esistono vari motivi ma due sono quelli principali.

Il primo è che la maggior parte degli esperti della sostenibilità conoscono molto l’ambiente, hanno studiato come si può ridurre la c02, come non usare la plastica, ecc. ma non hanno esperienza di come rendere tutto questo sostenibile a livello economico e talvolta nemmeno a livello sociale.

Il problema è che non si può definire un prodotto sostenibile solo perché non è stata utilizzata la plastica o perché c’è meno spreco di risorse.

Perché la sostenibilità è molto più complessa di quanto ci piacerebbe.

Quanto sarebbe facile dire ai propri follower: “forza ragazzi comprate quel prodotto che è sostenibile!”

Ma la realtà è ben diversa.

Il secondo motivo è che ancora non abbiamo compreso una cosa fondamentale.

Ormai lo sai bene è uno dei miei mantra preferiti ;-P

Che noi non siamo parte della natura. 

Ma noi siamo natura.

Perciò non esiste un giusto o uno sbagliato, o il bene o il male ma solo ciò che è più efficace in una data situazione specifica.

Quello che rende sostenibile una azienda o un business quindi non è solo utilizzare la carta fsc per i propri packaging ma è soprattutto il mettere in moto una serie di processi virtuosi in cui gli output [inteso come benefici creati] sono maggiori degli input.

Cioè in poche parole, un prodotto è sostenibile se tutto il sistema messo in piedi per averlo creato lo è.

E un sistema che prevede un impatto zero non è sostenibile.

Perché non è così che funziona un ecosistema.

Ecco perché siamo ancora, secondo me, molto indietro rispetto a questo argomento.

Perché si cerca ancora di portare avanti una battaglia senza avere la consapevolezza necessaria della complessità delle interazioni che dobbiamo portare avanti per avere successo.

 

Oltre la sostenibilità:  pastori di alberi.

Meraviglioso è l’esempio della Micorrizza.

Sai cosa è?

Anche io in realtà ho scoperto da poco questa parola.

Deriva dal greco antico ed è un tipo di simbiosi che avviene tra funghi e piante.

Addirittura si stima che circa il 90% degli alberi che crescono in foreste temperate partecipi a questo tipo di associazioni. 

In poche parole alcuni tipi di funghi creano dei rapporti di simbiosi e una fitta rete nutrizionale [e di altro tipo] tra loro e le piante di un territorio. 

In questo modo possono equilibrare il livello di nutrimenti per ciascuna pianta presente nell’ambiente.

Se ci pensi è davvero straordinario.

Per fare un esempio semplicistico, se in un ambiente c’è una pianta a cui non arriva abbastanza sostanza nutritiva, le Ife come dei veri pastori di alberi, la nutrono permettendogli di sopravvivere.

Ed è proprio in questo modo che ragiona un sistema rigenerativo.

Dove il rapporto tra le aziende come tra gli alberi, non è sempre e solo di tipo competitivo ma anche di collaborazione e competizione per il miglioramento interno di tutto l’ecosistema.

Lascio un link per approfondire l’argomento. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Micorriza

Se in più hai Netflix puoi guardarti la serie “Mondi Alieni” che tratta proprio questi argomenti evolutivi tra piante e animali.

A questo proposito ringrazio davvero i miei genitori, che grazie al loro lavoro, ho sempre potuto trattare questi argomenti fin da quando ero piccolo.

 

Oltre la sostenibilità:  conclusioni.

Quindi per trarre alcune conclusioni, è sbagliato parlare di sostenibilità?

Secondo me no.

Ma solo se l’associamo alla rigenerazione.

E la rigenerazione non è solo una parola da mettere prima o dopo, ma un modello che rende tutto più affascinante e complesso.

Per questo nascono persone che amano fare il mio lavoro. 

Cioè aiutare i business a raggiungere il successo ma cambiando totalmente paradigma.

Scardinando ciò che si è sempre pensato ed andare verso un nuovo step evolutivo.

Quello che non vede più l’uomo al centro ma come parte della natura stessa.

E qual’è il modo migliore di avere successo se non creando un business che funziona esattamente con le stesse regole e strategie della natura che hanno successo?

Perché alla fine tutti noi ormai lo sappiamo.

Sai cosa?

Che dentro la natura c’è già tutto.

E quindi dentro noi stessi, essendo natura, ci sono tutte le risposte che cerchiamo.

Perché "tutti i poteri dell’universo sono già dentro di voi. Siete voi che vi siete coperti gli occhi con le vostre mani. Vi lamentate che è buio. Siate consapevoli che intorno a voi non ci sono tenebre. Togliete le mani dai vostri vostri occhi e apparirà la luce, che era lì da un’eternità" – Swami Vivekananda

Un abbraccio,

Lorenzo

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